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Terz'Ordine Francescano

Breve storia del terz'Ordine Francescano

Laudato sii, o mi Signore
Breve storia del terz'Ordine Francescano - Parrocchia Caprarola (Vt)

Le origini del Terz'Ordine  si fanno risalire al maggio del 1221 , quando  San Francesco, dopo aver predicato  in un luogo vicino alla attuale chiesa della Buona Morte di Cannara, ebbe la Divina ispirazione di istituire il Terz'ordine accogliendo come primo Terziario il Beato Lucio Modestini.

Da quel momento le Famiglie francescane diventavano tre: i Frati minori ( primo Ordine) Le Clarisse o Povere Dame ( secondo Ordine) ed i laici secolari ( il Terzo Ordine, che con la riforma del 1978 prese il nome di Ordine Francescano Secolare).
L'Ordine Francescano Secolare ha dato alla Chiesa 44 santi e 67 beati ed una infinità di servi di Dio. Tra i canonizzati e beati più noti si ricordano: Elisabetta d'Ungheria,  Carlo Borromeo,  Filippo Neri,   Vincenzo de Paoli,  Paolo della Croce,  Camillo de Lellis,   Bernadetta Soubirous,  Giovanni Bosco, Angela da Foligno, Francesca Saverio Cabrini. ed anche alcuni i papi come Pio X ed ultimo Giovanni XXIII.

Esortazione di S. Francesco ai fratelli e alle sorelle della penitenza

Nel nome del Signore!

Di quelli che fanno penitenza

Tutti coloro che amano il Signore con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente, con tutta la loro forza (cf. Mc 12,30) ed amano il loro prossimo come se stessi (cf. Mt 22,39), ed odiano il proprio corpo con i suoi vizi e peccati, e ricevono il corpo ed il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, e fanno degni frutti di penitenza: quanto mai sono felici questi e queste, facendo tali cose e perseverando in esse, perché su di esse riposerà lo spirito del Signore (cf. Is 11,2) e stabilirà in essi la sua abitazione e la sua dimora (cf. Gv 14,23), e sono figli del Padre celeste, di cui fanno le opere, e sono sposi, fratelli e madri del nostro Signore Gesù Cristo (cf. Mt 12,50).

Siamo sposi quando con il vincolo dello Spirito Santo l'anima fedele si congiunge al nostro Signore Gesù Cristo. Gli siamo fratelli, quando facciamo la volontà del Padre che è nei cieli (Mt 12,50). Madri, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo (cf. 1 Cor 6,20) per virtù dell'amor di Dio e di pura e sincera coscienza; lo partoriamo con le opere sante, che debbono illuminare gli altri con l'esempio (cf. Mt 5,16).

O come è cosa gloriosa, avere un Padre santo e grande nei cieli! O come è cosa santa, avere un tale sposo, paraclito, bello e ammirabile! O come è cosa santa e come è cosa amabile, possedere un tale fratello ed un tale figlio, piacevolissimo, umile, pacifico, dolce, amabile e sopra tutte le cose desiderabile: il Signore nostro Gesù Cristo, che diede la sua vita per le pecore (cf. Gv 10,15) e pregò il Padre dicendo: Padre santo, conserva nel tuo nome (Gv 17,11) quelli che mi hai dato nel mondo; erano tuoi e tu li hai dati a me (Gv 17,6). E le parole che hai dato a me, io le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute ed hanno creduto veramente che io sono uscito da te ed hanno conosciuto che tu mi hai inviato (Gv 17,8). Prego per essi e non per il mondo (cf. Gv 17,9). Benedicili e santificali (Gv 17,17) e per essi io santifico me stesso (Gv 17,19). Non prego solo per essi, ma anche per quanti crederanno in me per la loro parola (Gv 13,20) affinché siano santificati nella unità (cf. Gv 17,23) come noi (Gv 17,11). E voglio, o Padre, che, dove sono io, siano anch'essi con me, perché possano vedere la mia gloria (Gv 17,24) nel tuo regno (Mt 20,21). Amen.

Di quelli che non fanno penitenza

Tutti quelli e quelle, che non fanno penitenza, e non ricevono il corpo ed il sangue del nostro Signore Gesù Cristo, e vivono nei vizi e peccati e camminano dietro alta prava concupiscenza ed alle cattive brame della loro carne, e non osservano quanto promisero al Signore, e servono col corpo al mondo, ai desideri carnali ed alle sollecitudini del secolo ed agli affari di questa vita: schiavi del diavolo, di cui sono figli e di cui fanno le opere (cf. Gv 8,41), sono ciechi, perché non riconoscono la vera luce, il Signore nostro Gesù Cristo. Non possiedono la sapienza spirituale, perché non possiedono il Figlio di Dio che è la vera sapienza del Padre, dei quali è scritto: La loro sapienza è stata divorata (Sal 106,27); e: Maledetti coloro che si allontanano dai tuoi comandamenti (Sal 118,21).

Vedono e lo riconoscono, sanno di fare il male e lo fanno e così consapevolmente mandano in rovina la loro anima. Aprite gli occhi, o ciechi, ingannati dai vostri nemici: dalla carne, dal mondo e dal diavolo; poiché è cosa dolce per il corpo commettere il peccato e gli è cosa amara farlo servire a Dio; poiché tutti i vizi ed i peccati escono dal cuore degli uomini e da lì procedono, come dice il Signore nel Vangelo (cf. Mc 7, 21).

E così non avete niente di buono in questo mondo e non ne avrete per il futuro. E pensate di possedere a lungo le cose vane di quaggiù, ma vi fate imbrogliare, poiché verrà un giorno ed un'ora, che non pensate, che non conoscete e che ignorate; s'ammala il corpo, s'avvicina la morte e così l'uomo muore di una morte amara. E dovunque, in qualsiasi tempo e modo l'uomo muoia in peccato mortale senza penitenza e soddisfazione, se può soddisfare e non soddisfa, allora il diavolo rapisce la sua anima dal suo corpo con tanta angustia e tribolazione, che nessuno può immaginare, tranne colui che ciò subisce. E saranno loro tolti (cf. Lc 8,18; Mc 4,25) tutti i talenti ed il potere e la scienza e la sapienza (2Par 1,12), che credevano di possedere. E lasciano tutto ai parenti ed agli amici e dopo che essi si sono tolti e divisi i suoi beni soggiungono: Maledetta sia l'anima sua, poiché avrebbe potuto darci di più e guadagnare di più di quanto non abbia guadagnato. I vermi (intanto) divorano il corpo, e così hanno mandato alla malora il corpo e l'anima nel breve periodo di tempo di questo mondo, e se ne andranno all'inferno, ove saranno tormentati all'infinito. Per la carità che è Dio (cf. 1 Gv 4,16), preghiamo tutti coloro, ai quali giungerà questa lettera, di ricevere benignamente per amore di Dio queste olezzanti parole del nostro Signore Gesù Cristo, come sopra riferite. E quanti non sanno leggere, se le facciano leggere spesso; e le conservino presso di sé mettendole santamente in pratica sino alla fine, perché sono spirito e vita (Gv 6,64). E coloro che non faranno ciò, saranno tenuti a rendere conto nel giorno del giudizio (cf. Mt 12,36) davanti al tribunale del nostro Signore Gesù Cristo (cf. Rm 14,10).
Esortazione di S. Francesco ai fratelli e alle sorelle della penitenza - Parrocchia Caprarola (Vt)

Il terz'Ordine Francescano a Caprarola

Il terz'Ordine Francescano a Caprarola - Parrocchia Caprarola (Vt)
Con la costruzione della Chiesa di S. Maria della Consolazione da parte della famiglia Farnese,  nacque la necessità che la chiesa fosse officiata regolarmente. Per questo I Farnese chiamarono a reggere la chiesa i religiosi Francescani, per i quali fu eretto anche , accanto alla chiesa,  un convento.  I religiosi Francescani introdussero la devozione a S. Francesco e ai santi francescani quali S. Antonio da Padova, S. Bonaventura, S. Elisabetta regina di Ungheria ed altri. Ma accanto alla devozione ai santi francescani, pian piano introdussero anche il Terz'Ordine Francescano, quale regola di vita per coloro che da laici volessero seguire S. Francesco.Sono sicuramente ormai dei secoli che il Terz'ordine Francescano opera a Caprarola, anche ora che i Padri Francescani non ci sono più ormai da anni e che il convento è stato demolito per far posto ad un palazzo.

Incontro mensile

Incontro mensile - Parrocchia Caprarola (Vt)
Le consorelle del Terz'Ordine Francescano si ritrovano ogni mese per un incontro di catechesi e preghiera. Quest'anno, dopo un momento di difficoltà, viene a guidare il loro incontro un religioso Francescano che continua l'opera di tanti altri religiosi che nel corso degli anni hanno operato nella nostra Comunità.