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Gruppo Scout Caprarola1

L'igloo

L'igloo - Parrocchia Caprarola (Vt)

Noi ragazzi del noviziato “Sant’Egidio” del Gruppo Scout Caprarola 1, il 02/01/2012 siamo partiti verso le vette del Terminillo per compiere una grande impresa, costruire un igloo per poi dormirci dentro!! Dopo settimane di preparazione per procurarsi il materiale, che comprendeva pale, casseforme ed altri attrezzi per realizzare i blocchi che avremmo poi usato per costruire l'igloo, siamo partiti verso la meta.Appena arrivati sul posto, dopo aver sistemato gli zaini all'interno del rifugio, siamo andati a cercare il punto più adatto dove poter realizzare l'igloo. Una volta trovato siamo tornati al rifugio per finire di sistemarsi e appena pranzato subito al lavoro!L'idea era quella di realizzare due igloo comunicanti ma purtroppo il tempo a disposizione non era sufficiente, così si è deciso di concentrarsi solo su uno. Poco male così si sarebbe stati più caldi! Il gruppo è stato diviso in due parti: alcuni avevano il compito della costruzione dei blocchi mediante la compattazione della neve nelle casseforme, mentre gli altri provvedevano al loro posizionamento e al fissaggio.Questo lavoro ha richiesto molta pazienza perché i blocchi sono stati posizionati inclinati per far si che pian-piano che si sale, l'igloo possa formare una semisfera. Il secondo giorno ci ha raggiunto anche Marco che ha dato un contributo fondamentale alla realizzazione dell'impresa.Il terzo ed ultimo giorno a disposizione è stato il più faticoso. Abbiamo dovuto lavorare anche quando è scesa la sera, armati di torce e lampade a gas.  Con molta pazienza siamo però riusciti a completare l'opera prima di cena. Dopo esserci rifocillarti con una bella cena, abbiamo preparato tutto l'occorrente per la notte e siamo andati a dormire dentro il mitico igloo, stanchi, ma con la consapevolezza di aver realizzato la nostra impresa!

 - Parrocchia Caprarola (Vt)

 - Parrocchia Caprarola (Vt)

VENTENNALE DEL GRUPPO CAPRAROLA1

 
 
  Ormai sono 20 anni che a Caprarola esiste il Gruppo Scout F.S.E. da quando un capo scout del gruppo di Vignanello, Francesco Annesi, venne a Caprarola, invitato dal parroco ad iniziare questa nuova attività. Il gruppo in questi anni ha avuto vari capi e collaboratori ai quali va il ringraziamento di tutti per l’opera che hanno svolto nell’educazione dei ragazzi. Ricordiamo Roberto del Sette, Mecarone Realino, Rita Mazzei; oggi sono Paolo Minella, Felice Bruziches, Arianna Bruziches, Michela Toparini, Marco Mozzi. 
Qui sotto potete ammirare l'immagine della Madonna degli Scouts posta sopra la porta della sede scout in p.za Romei realizzata da Mariaelena

Il gruppo Scout oggi

Il gruppo Scout oggi - Parrocchia Caprarola (Vt)

A Caprarola nella Parrocchia S. Michele Arcangelo, opera ormai da 20  anni il Gruppo SCout F.S.E. Caprarola1

Il gruppo è stato fondato da Francesco Annesi, allora capo gruppo degli Scouts della parrocchia di Vignanello, il quale invitato dal parroco Don Mimmo per almeno due anni è venuto tutti i sabati a Caprarola per iniziare l'attività scout. Piano piano con lui si è unito Roberto del Sette che ha continuato a portare avanti il gruppo negli anni seguenti. A loro poi si è unito Mecarone Realino e Paolo Minella, poi Rita Mazzei; dopo aver aperto la squadriglia esporatori, si sono aperte anche le altre branche delle Guide e scolte; in seguito anche i lupetti e le coccinelle hanno iniziato le loro attività.

Oggi il capo scouts è  Paolo Minella
Capo cerchio è Michela Toparini
Capo riparto femminile è Arianna Bruziches
Capo riparto maschile è Felice Bruziches

Oltre le riunioni settimanali in sede, durante il mese i vari gruppi organizzano uscite di 2 giorni; nel periodo estivo il campo di 5 giorni per lupetti e coccinelli e 10 per esploratori, guide e scolte.

 - Parrocchia Caprarola (Vt)

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Piantiamo la tenda….sì, ma dove se il luogo scelto per il campo non ha molti posti in piano dove poter montare la nostra Jamboree? E se usassimo inventiva, tanta volontà ed ingegno? Si potrebbe trovare un luogo  dove poter costruire una fantastica e personale tenda rialzata!!!!

Facile a dirsi, ma come muoverci? In fin dei conti non è così difficile, tutto sta avere pazienza perché il lavoro ad un certo punto, sia nella preparazione sia nella realizzazione, potrebbe risultare pesante, ma quando si ha un grande obiettivo come questo non ci si può fermare a pensare ai MA ed ai SE: si può solo pensare “e se facessimo così…..se modificassimo questa parte???” perché più rendiamo la tenda personalizzata, più saremo felici ed orgogliosi del risultato.

Bando alle ciance, come fare a realizzare la nostra tenda rialzata?

Cercare di reperire più notizie, più disegni e opinioni di chi ha già realizzato l’impresa, possibili, in modo tale da poter già scegliere, prima del sopralluogo al campo, il nostro progetto;

ogni rialzata deve avere queste caratteristiche:

·        un pianale sulla quale poggerà la tenda: può essere realizzato con dei pannelli che dovranno avere, minimo, la lunghezza (cioè la profondità) della tenda e dovranno essere di un numero tale da ricoprire tutta la superficie di appoggio; tali pannelli saranno legati con legatura quadra alla struttura sottostante e dovranno sporgere da essa di qualche centimetro per impedire lo scivolamento; la struttura che reggerà il pianale dovrà avere, nella direzione perpendicolare a quella dei pannelli, dei pali ogni metro, in modo tale da non far flettere i pannelli e non farli oscillare;

·        la struttura che regge il pianale dovrà essere ben resistente: sia le legature sia la posizione dei pali dovrà render la struttura stabile; se si vuole esser sicuri della stabilità, oltre ad utilizzare degli alberi (attorno alla quale, prima di fare le legature,dovrà essere avvolto un lenzuolo o simile per non rovinare la corteccia)  per gli angoli restanti si può pensare di utilizzare i tripiedi (con dei rompi tratta per non farli aprire);

Logicamente, come per la preparazione di ogni Campo, il sopralluogo è importante, ed, a maggior ragione, in questa situazione. Quando si va visitare il campo già una bozza di come si vuole progettare la tenda rialzata lo si dovrebbe avere: il bozzetto è progettato dall’alta sq. ma sarà la C.R. ad approvare ed, eventualmente, modificare l’idea. Ed importante è la lunghezza dei pali, che potrà esser nota solamente dopo aver saputo le dimensioni della tenda.

Durante il sopralluogo l’idea che si aveva potrebbero essere modificata (ed è quasi sempre così), proprio perché non stiamo trattando con piazzole in piano, ma la zona in discesa che si presenta in questi casi è proprio in un bosco anche se non fitto, e quindi potremmo avere a che fare con degli alberi: in verità si raccomanda che su una tenda rialzata ci sia almeno un albero da poter utilizzare per render la struttura più stabile. Nota positiva del cercare di utilizzare più alberi possibili (se sono alla giusta distanza e della giusta grandezza) è, oltre ad una ottima stabilità, il minor bisogno di materiale e di lavoro (pali e pali, legature,…).

E proprio questa estate, a Nocera Umbra, i Riparti di Caprarola 1°, con la sq. Volpi, e di Viterbo 1° , con le sq. Condor e , si sono immerse in questa bell’impresa: ciascuna sq. ha utilizzato 2 alberi e per i restanti due appoggi hanno utilizzato due tripiedi, poiché il terreno roccioso non permetteva di fare delle buche per poter piantare i pali e perché, alla prima esperienza di tende rialzate in entrembe i Riparti, volevano essere sicuri che la struttura reggesse, senza aver alcun problema durante il campo.