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Chiese di Caprarola

S. Michele Arcangelo (Duomo)

S. Michele Arcangelo (Duomo) - Parrocchia Caprarola (Vt)

L’antica Chiesa parrocchiale, costruita intorno al 1400, era dedicata a S. Angelo ed era posta di fronte al palazzo Riario. Solo dai pochi libri parrocchiali si ha una vaga notizia della Chiesa primitiva che aveva una sola navata con abside semicircolare ed una torre a due celle campanarie con bifore e guglia a piramide.

Fu ristrutturata tra il 1595 ed il 1596, a seguito della realiz­zazione della via Diritta e del ponte dei Riario ed ampliata tra il 1618 ed il 1624.

Dopo il 1817 la Chiesa è stata completamente ricostruita - su progetto del noto architetto Giuseppe Valadier - a causa di un violento incendio che distrusse le strutture murarie, con danni irreparabili anche agli archivi ed agli arredi sacri. Si salvarono soltanto due opere di pregevole fattura: la tavola centrale di un trittico del SS. Salvatore e un quadro dedicato alla Madonna del Soccorso. I due quadri si possono ammirare in due diversi altari. Sono ignoti gli autori e il periodo storico; si possono far risalire alla fine del XV secolo.

Nella Chiesa si con­servano oggi alcune tele seicentesche, di cui due ben restaurate, di un discreto valore artistico. Dietro l'altare maggiore, oltre ad altri quadri di Santi, vi è una tela che rappresenta l'Arcangelo S. Michele. Incassato nel coro ligneo trovasi uno stupendo ciborio in marmo bianco finemente lavorato in bassorilievo, per la cu­stodia dell'Olio Santo, ove si legge la data "MCCCCLXXXXIII". (a cura di Luciano Passini)

S.Maria della Consolazione

S.Maria della Consolazione - Parrocchia Caprarola (Vt)

La Chiesa originaria, iniziata intorno al 1515, risulta terminata nel 1526. Successiva­mente fu notevolmente modificata ed ampliata dal card. Alessandro Farnese, ni­pote di Paolo III e venne consacrata il 15 luglio 1565.

La cura del luogo sacro venne affidata ai frati Francescani in quanto, adiacente all’edificio, era stato edificato un Convento (terminato nel 1582) che rimase attivo fino al 1870. Nel 1960 fu abbattuto perchè ritenuto pericolante.

Intorno al 1591, la Chiesa venne arricchita e ristrutturata per volontà del Cardinale Odoardo Farnese, incaricando l'architetto Girolamo Rai­naldi.

La chiesa, ad una sola navata, è di stile barocco; si compone di otto cappelle laterali ricche di stucchi dorati, un coro situato dietro l'altare maggio­re ed un'ampia sacrestia con armadi artistici. Le singole cap­pelle furono abbellite dalle famiglie nobili del tempo.

La prima cappella, entrando a destra, è dedicata alla Madonna della Provvidenza; in essa è collocata una tela raffigurante la Madonna con ai lati S. Silvestro papa e S. Bonaventura.

Di seguito si trova la cappella, donata da Antonio Moscheni da Bergamo, dedicata all'Immacolata Concezione, rap­presentata in un affresco circondata da angeli.

La terza cappella, con una tela della scuola di Mattia Preti raffigurante la deposizione del Signore, è dedicata alla Madonna della Pietà; anche questa fu donata dal Moscheni.

Ultima a destra è la cappella dedicata a S. Francesco ed alla Madonna di Loreto. Nel 1662 si arricchì di un Crocifisso ligneo di pregevole fattu­ra, opera del frate Vincenzo da Bassiano. La cappella venne donata dal bolognese Taddeo del Forno (Rodomonte), nano di Corte dei Farnese.

La prima cappella a sinistra, per chi entra, è dedicata a S. Francesco con un quadro che lo rappresenta nel momento della preghiera per l'indulgenza della Porziuncola.

Nella seconda vengono raffigurati i Francescani S. Chiara e S. Elisabetta insieme a S. Rosa da Viterbo, S. Sebastiano e S. Lorenzo.

La successiva è dedicata a S. Antonio da Padova; costruita da Jacopo Nardelli è abbellita con una tela di Innocenzo Tacconi discepolo di Annibale Carracci.

La quarta cappella è dedicata alla Madonna del Rosario; vi è con­servata un'artistica statua in legno della Vergine ed una tela raffigurante la Madonna e Gesù bambino attribuita a Carlo Maratta.

Di notevole pregio artistico è il tempietto in legno dorato, progettato dal Vignola, sopra l'altare maggiore. Al centro vi è collocato un affresco ovale raffigurante la Madonna della Consolazione. Risalente alla fine del XII secolo, secondo una tradizione fu ritrovato miracolosamente in cam­pagna e fu venerato già prima della costruzione della Chiesa stessa.

L’artistico soffitto a lacunari è abbel­lito con dipinti e grandi statue in legno raffiguranti S. Egidio Patrono di Caprarola, S. Antonio, S. Francesco, l'Annunciazione, S. Bonaventura, le statue della Potestà, di S. Elisabetta, S. Luigi re di Francia, S. Chiara, la Sapienza, la Fortezza, l'Onore, S. Ludovico, S. Giovanni Apostolo e S. Bernardino da Siena.

Pregevole il portale d'ingresso in legno, racchiuso in una arti­stica cornice in pietra ove si legge la data dell'edificazione della Chiesa (1526); è artisticamente intagliato e su di esso si può notare oltre al nome dell'autore, la data di realiz­zazione (1564). (a cura di Luciano Passini)

 

S. Marco ( o della SS. Trinità)

S. Marco ( o della SS. Trinità) - Parrocchia Caprarola (Vt)

Situata ai piedi del paese fin dagli inizi del XVI secolo, fu ristrutturata dal Vignola, come risulta da un documento d'archivio del 1569 ed era già completata nel 1599. Come nel progetto iniziale, si compone di un grande vano con un solo altare.

Nel 1973, anno dell'ultimo restauro della Chiesa, che ne ha permesso la riapertura al culto, fu demolito un controsoffitto in legno a cassettoni dipinto (ormai cadente), a vantaggio delle belle capriate ancora oggi in vista. Sull'altare maggiore si trova una tela (inizio sec. XVII) che raffigura la SS. Trinità, la Madonna con Gesù bambino, i quattro evangelisti e S. Giovanni Battista fanciullo.

Sulla parete destra vi sono due nicchie, con i lati affrescati, che contengono le tele raffiguranti la decapitazione di S. Giovanni Battista (1618) ed il martirio di S. Sebastiano (1610).

Sulla prima nicchia della parete destra, si trova una tela raffigurante la Sacra Famiglia (sec. XVII) e sulla seconda un affresco raf­figurante la Natività (1599) con ai lati S. Giovanni Evangelista e S. Stefano.

Alle spalle della Chiesa e come prosecuzione di essa, nel 1873 venne edificato il Convento del Divino Amore che accolse le suore Agostiniane quando fu loro confiscato quello di S.Rocco. Trattasi di un moderno edificio con un vasto orto e dotato di ogni como­dità. Le suore che si dedicano, tra l'altro, all'educazione dei bambini mediante la gestione di un asilo infantile, provvedono alla cura della Chiesa. (a cura di Luciano Passini)

Madonna delle Grazie

Madonna delle Grazie - Parrocchia Caprarola (Vt)

Situata appena fuori il centro abitato sulla strada carbognanese, risale alla fine del XVI secolo.

E' ad un'unica navata con tre altari. La parete dietro l’altare centrale, oltre alla scena dell’Annunciazione ed  affreschi di Santi martiri, conserva una bella immagine della Vergine col Bambino. Particolarità della Chiesa è la divisione in due del vano centrale della stessa con una parte anteriore racchiusa da un muretto in peperino e una cancellata in ferro battuto sicuramente risalente al tempo della costruzione.

Sulla parete di destra si conserva un affresco raffigurante Santa Lutgarda in preghiera ed in quella di sinistra un affresco raffigurante l'eremita S.Girolamo in meditazione.

Dopo un periodo di abban­dono la Chiesa è stata più volte restaurata. (a cura diLuciano Passini)

S. Teresa e convento Padri Carmelitani

S. Teresa e convento Padri Carmelitani - Parrocchia Caprarola (Vt)

Già nel 1620 il cardinale Odoardo Farnese (il cui ritratto si vede, entrando, sopra il portale della Chiesa) promosse a Caprarola la fondazione di un Convento che avrebbe affidato ai Carmelitani e della Chiesa annessa da dedicare a S. Maria e  S. Silvestro. Continuò così un culto locale legato alla tradizio­ne secondo cui, il papa Silvestro I, fuggendo dalle persecuzio­ni di Roma, avrebbe pernottato in una grotta a ridosso del fosso detto “Pilo”. In seguito la Chiesa fu dedicata a S. Teresa riformatrice dell'Ordine Carmelitano. I lavori per  la Chiesa e per il Convento, sotto la direzione dell'architetto Girolamo Rainaldi, vennero ultimati nel 1623, infatti il 1° novembre la comunità religiosa vi si stabilì ufficialmente.

Lavori di manutenzione e di restauro sono stati effettuati in varie riprese; del 1954 è il rinnovo del pavimento della Chiesa e l'eliminazione di molte sovrastrutture.

La localizzazione di S. Teresa, situata fuori del paese, come quella degli altri elementi della struttura urbana di Caprarola, non è casuale, ma legata da una stretta relazione geome­trica col palazzo Farnese.

Il rapporto progettuale Convento-castello, che concretizza il legame esistente tra il Signore e l'Ordine Religioso, già sottoli­neato dalla presenza del Casino di ritiro del Cardinale presso l'edificio dei Carmelitani, sarebbe stato accentuato da un altro progetto: la costruzione di un collegamento diretto (in particolare un ponte) fra il Palazzo ed il Convento, materializzazione dell'asse visivo che dal Palazzo inquadra la facciata della Chiesa.

Simmetricamente al complesso dei Carmelitani, dall'altro lato del paese, oltre il fossato della Madonna delle Grazie, sarebbe dovuto sorgere un Convento destinato ai Cappuccini, anch'esso collegato direttamente al Palazzo, creando in tal modo un triangolo in cui la dimora baronale si sarebbe posta come il vertice privile­giato. Il progetto non fu però completato.

La facciata della Chiesa, armoniosa e slanciata è in peperino lavorato, sormontata da gigli farnesiani.

L'insieme architettonico è completato da due corpi laterali in cui sono stati ricavati appartamenti per gli ospiti. L'interno è ad una sola navata con tre altari come aveva suggerito il cardinale Odoardo Farnese, sormontati da altrettante tele di pregevole fattura. Il quadro sopra l'altare maggiore è attribuito a Guido Reni (una copia si trova nella Chiesa di S. Marcellino a Roma in via Merulana) e raffigura la Vergine col Bambino, ai lati S. Teresa e S. Giuseppe (1623). Quello dell'altare di destra, rappresentante S. Antonio da Padova che predica ai pesci sulla spiaggia di Rimini (1627/1629), è di Alessandro Turchi detto l’Orbetto. La tela sopra l'altare di sinistra, opera di Giovanni Lanfranco, rappre­senta S. Silvestro papa che celebra un rito sul Battistero di S. Giovanni in Laterano legando con un filo le labbra di un terri­bile drago (1627/1629).

Sopra i confessionali vi sono quadri che rappresentano episodi tratti dal Vecchio Testamen­to ed eseguiti dal fiammin­go fra Luca di S. Carlo.

Il Convento è ricco di arredi seicenteschi e di una erudita biblioteca. (a cura di Luciano Passini)