La Chiesa originaria, iniziata intorno al 1515, risulta terminata nel 1526. Successivamente fu notevolmente modificata ed ampliata dal card. Alessandro Farnese, nipote di Paolo III e venne consacrata il 15 luglio 1565.
La cura del luogo sacro venne affidata ai frati Francescani in quanto, adiacente all’edificio, era stato edificato un Convento (terminato nel 1582) che rimase attivo fino al 1870. Nel 1960 fu abbattuto perchè ritenuto pericolante.
Intorno al 1591, la Chiesa venne arricchita e ristrutturata per volontà del Cardinale Odoardo Farnese, incaricando l'architetto Girolamo Rainaldi.
La chiesa, ad una sola navata, è di stile barocco; si compone di otto cappelle laterali ricche di stucchi dorati, un coro situato dietro l'altare maggiore ed un'ampia sacrestia con armadi artistici. Le singole cappelle furono abbellite dalle famiglie nobili del tempo.
La prima cappella, entrando a destra, è dedicata alla Madonna della Provvidenza; in essa è collocata una tela raffigurante la Madonna con ai lati S. Silvestro papa e S. Bonaventura.
Di seguito si trova la cappella, donata da Antonio Moscheni da Bergamo, dedicata all'Immacolata Concezione, rappresentata in un affresco circondata da angeli.
La terza cappella, con una tela della scuola di Mattia Preti raffigurante la deposizione del Signore, è dedicata alla Madonna della Pietà; anche questa fu donata dal Moscheni.
Ultima a destra è la cappella dedicata a S. Francesco ed alla Madonna di Loreto. Nel 1662 si arricchì di un Crocifisso ligneo di pregevole fattura, opera del frate Vincenzo da Bassiano. La cappella venne donata dal bolognese Taddeo del Forno (Rodomonte), nano di Corte dei Farnese.
La prima cappella a sinistra, per chi entra, è dedicata a S. Francesco con un quadro che lo rappresenta nel momento della preghiera per l'indulgenza della Porziuncola.
Nella seconda vengono raffigurati i Francescani S. Chiara e S. Elisabetta insieme a S. Rosa da Viterbo, S. Sebastiano e S. Lorenzo.
La successiva è dedicata a S. Antonio da Padova; costruita da Jacopo Nardelli è abbellita con una tela di Innocenzo Tacconi discepolo di Annibale Carracci.
La quarta cappella è dedicata alla Madonna del Rosario; vi è conservata un'artistica statua in legno della Vergine ed una tela raffigurante la Madonna e Gesù bambino attribuita a Carlo Maratta.
Di notevole pregio artistico è il tempietto in legno dorato, progettato dal Vignola, sopra l'altare maggiore. Al centro vi è collocato un affresco ovale raffigurante la Madonna della Consolazione. Risalente alla fine del XII secolo, secondo una tradizione fu ritrovato miracolosamente in campagna e fu venerato già prima della costruzione della Chiesa stessa.
L’artistico soffitto a lacunari è abbellito con dipinti e grandi statue in legno raffiguranti S. Egidio Patrono di Caprarola, S. Antonio, S. Francesco, l'Annunciazione, S. Bonaventura, le statue della Potestà, di S. Elisabetta, S. Luigi re di Francia, S. Chiara, la Sapienza, la Fortezza, l'Onore, S. Ludovico, S. Giovanni Apostolo e S. Bernardino da Siena.
Pregevole il portale d'ingresso in legno, racchiuso in una artistica cornice in pietra ove si legge la data dell'edificazione della Chiesa (1526); è artisticamente intagliato e su di esso si può notare oltre al nome dell'autore, la data di realizzazione (1564). (a cura di Luciano Passini)