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Storia di Caprarola

Storia di Caprarola - Parrocchia Caprarola (Vt)

Nel suggestivo ambiente dei Monti Cimini, sulle pendici della conca vulcanica del Lago di Vico, tra monti boscosi e valli, sopra un banco tufaceo tra due profondi burroni si formò, intorno all'anno 1100, il primo insediamento abitativo di Caprarola.
Varie dinastie ( Orsini, Di Vico, Anguillara, Dalla Rovere, Riario) segneranno la vita del posto fino agli inizi del 1500, dopo l'annessione ai propri feudi da parte della famiglia dei Farnese del territorio di Caprarola. Per incarico del Cardinale Alessandro Farnese, divenuto papa con il nome di Paolo III, fu dato inizio alla costruzione del Palazzo Farnese di Caprarola, la cui realizzazione rimane comunque legata a suo nipote, il Cardinale Alessandro.
Progettato su disegno di Antonio da Sangallo, il Palazzo Farnese di Caprarola nacque come una rocca di tipo medioevale, che successivi progetti di Giacomo Barozzi da Vignola trasformarono in un "Palazzo"confacente al nuovo status raggiunto dalla famiglia. Con la realizzazione del Palazzo anche il piano urbanistico di Caprarola subì modifiche: al Vignola venne dato incarico di armonizzare, in funzione del palazzo, l'insieme discontinuo di abitazioni che costituivano il paese.
Per la creazione della via Diritta vennero usate tecniche urbanistiche assai impegnative per quei tempi. Si costruirono ponti, scalinate sottopassaggi; vennero abbattute vecchie case e costruiti nuovi palazzi più signorili, il tutto per realizzare quel capolavoro urbanistico (oggetto di studio anche dell'Istituto di Architettura del Principe di Galles - "The Prince of Wales's Institute of Architecture).che è il centro storico di Caprarola. Con il graduale decadimento della Famiglia Farnese, e con il passaggio del territorio di Caprarola allo
Stato Pontificio per la cittadina iniziò un periodo decisamente meno fastoso. Le terre incamerate vennero amministrate da un "Appaltatore" e la popolazione fu duramente colpita dal fatto di non poter utilizzare il territorio, unica fonte di reddito, se non come pascolo.
Il 1870, con il passaggio del territorio dallo Stato Pontificio al Regno d'Italia, segnò una svolta importante per il graduale sviluppo del paese. In questo periodo vennero realizzate molte nuove strutture. Intorno al 1883 Francesco II di Borbone, Re di Napoli, erede testamentario dei Farnese, fece restaurare il Palazzo. Dopo l'unificazione d'Italia tutte le terre di Caprarola con le Scuderie ed il Cantinone passarono allo Stato .Italiano che nel 1941 acquistò interamente anche il Palazzo Farnese. Pian piano si giunse alla fine degli anni 40 e nell'immediato dopoguerra lo stesso Palazzo Farnese divenne residenza estiva del Presidente della Repubblica Italiana.

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Ora era estremamente necessaria una espansione urbanistica per le giuste e moderne esigenze dei cittadini troppo ammassati nello stretto centro storico, e considerato che nello stesso tempo bisognava rispettare l'esistente abitato nella sua parte architettonica, l'amministrazione comunale ritenne giusto far redigere un piano Regolatore dall'allora illustre architetto Luigi Piccinato,urbanista di fama mondiale.Il piano,uno dei primi in Italia a livello di piccoli centri abitativi,dopo aver dettato norme in modo da non sconvolgere in nessuna maniera il centro storico stesso,anzi per preservarne la antica e suggestiva bellezza, prevedeva l'espansione edilizia,oramai necessaria,in due zone ad ovest dell'attuale abitato.Una denominata "S.Teresa" e l'altra "Paradisa". Entrambe si trovavano su due costoni divise dal fosso della Madonna del Parto. A loro volta erano divise dal centro storico da un altro fosso quello del Pilo. Lo stesso fosso divideva anche il centro cittadino dai moderni edifici scolastici,quello elementare e delle scuole medie.La realizzazione del Ponte degli Eroi, un opera che nel periodo era all'avanguardia della tecnica costruttiva,con le massime facilitazioni dei finanziamenti da parte dello Stato sfruttando il fatto che in quel periodo Caprarola era residenza estiva del Presidente della Repubblica on.Luigi Einaudi (questa fu una grande arguzia dell'allora Sindaco Gen.Guido BONAFEDE),permise il ricongiungimento sia delle zone di espansione che degli edifici scolastici.In quel periodo sempre sfruttando la presenza del Presidente della Repubblica, venne sistemata la rete viaria principale e la rete fognante, fu creato un nuovo e moderno acquedotto che integrava quello cinquecentesco dei Farnese, portando acqua direttamente dal Lago di Vico ed infine fu costruita la strada di circonvallazione per evitare il transito di mezzi pesanti nel centro abitato.
A questo punto si avvio' la concretizzazione delle due nuove zone di espansione.Da allora ad oggi ,grazie anche alla ricchezza fornita dalle risorse del territorio caprolatto cioe' la coltivazione del nocciolo, le abitazioni sono piu' che raddoppiate.La zona della Paradisa e' diventata il fulcro della cittadina dopo il trasferimento dal centro storico,degli Uffici Postali e di

una banca.Ha un proprio centro commerciale con numerosi negozi di vendita al dettaglio,supermercato,parrucchieri,studi commercialisti, bar e pizzerie. Successivamente con una riforma al piano regolatore vennero create altre zone di espansione:Magliano , Poggio dei Cerri ed il Casotto,e fu costruita anche una zona artigianale in localita' Riario.

Oggi il vecchio centro si puo' considerare, al contrario degli anni '50, un rifugio di pace e tranquillita'.Per i numerosi cittadini romani che hanno acquistato e ristrutturato le vecchie case, e' il riposo per i loro week end e ,per taluni, anche residenza definitiva considerando che in molti casi e' piu' comodo ,da Caprarola, il raggiungimento del loro posto di lavoro nella capitale.